A PROPOSITO DEL SEQUESTRO MONTECCHI


Negli ultimi mesi l’area Montecchi è balzata all’onore delle cronache, a causa del sequestro del sito da parte della Guardia di Finanza. Si è straparlato pubblicamente di un sequestro dettato dalla mancata bonifica da parte del Comune del sito stesso dall’eternit (componente edilizio ad alta concentrazione di asbesto, o amianto); in realtà, le cose stanno diversamente.



Il sito dell’ex area Montecchi a Rignano Sull’Arno non figura tra quelli da bonificare secondo il PIANO PROVINCIALE GESTIONE RIFIUTI - TERZO STRALCIO - "BONIFICA SITI INQUINATI". APPROVAZIONE DEL PIANO OPERATIVO DI CENSIMENTO (P.O.C.) approvato con Delibera della Giunta provinciale n. 137 il 19-08-2008.



Ma ciò si spiega alla luce del fatto che in quell’area non si è ancora verificato un evento che determini obblighi di bonifica; infatti è vero che l’intera copertura dei capannoni dell’opificio è in eternit, ma è anche vero che perché scattino gli obblighi di attivazione delle procedure previste dal D.lgs 152/2006 le componenti devono essere in condizioni tali da risultare inalabili, mentre questa è in buono stato.



Il D.lgs 257/2006 prevede invece una serie di obblighi, sia a carico delle Asl che a carico dei privati; le Asl devono provvedere al censimento dei fabbricati che presentano materiali contenenti amianto, e questo è stato effettuato entro il 2008, mentre i privati debbono notificare la presenza del materiale all’Asl, farne valutare lo stato, provvedere al monitoraggio o alla rimozione da parte di aziende specializzate.



Riguardo alla questione Montecchi, l’amministrazione non ha emesso un’ordinanza che obbligasse la proprietà alla rimozione, in primo luogo perché i pannelli non risultano in uno stato di degrado, non costituiscono perciò un rischio per la salute; in secondo luogo perché dal combinato disposto degli art. 244 e 250 del d.lgs 152/2006 si evince che, emessa l’ordinanza, se il privato non provvede, la procedura deve essere attivata (e i relativi costi sono perciò sostenuti) dall’amministrazione.


Il recente verbale notificato dall’Asl al Comune e al proprietario non riguarda l’eternit, ma la presenza nei capannoni di altro tipo di rifiuti; il Comune ha perciò emesso un’ordinanza che obbliga alla rimozione il proprietario, non appena questi tornerà in possesso dell’area, nel frattempo sequestrata dalla Guardia di Finanza. Non sono note le motivazioni del sequestro, ma il fatto che la Procura, per i reati ambientali, si serva unicamente del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale, esclude che sia legato alla presenza di eternit.


La questione perciò è lungi dall’essere chiusa, ma, riguardo all’eternit, non si può accusare di mancanze l’amministrazione.

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